Che cos’è, per noi, l’innovazione sociale?!

Sono passate poco più di due settimane, da quando ci siamo incontrati nel Castello di Abbiategrasso, per guardarci in faccia per la prima volta e avviare i percorsi di co-progettazione. 

L’obiettivo di partenza, è stato ribadito più volte, è uno ed è chiaro: ci sono tre spazi fisici, vogliamo che diventino luoghi per l’innovazione sociale dei nostri territori. 

Detta così può sembrare un giro di parole, qualcosa di fumoso…che cos’è poi, questa innovazione sociale? 
Difficile rispondere con poche parole,  più che le parole in questo caso contano i fatti, i progetti e le esperienze che in giro per l’Italia e per il mondo vengono messi in pratica e raggiungono risultati. 

 Proprio per questo abbiamo chiesto direttamente ai partecipanti  che cos’è per loro uno spazio di innovazione sociale, chiedendo di segnarci  le esperienze che ritengono socialmente innovative. 

Ne è uscita una carrellata ricchissima, che ben rappresenta il concetto di Innovazione Sociale da diversi punti di vista. Alcune epserienze sono molto vicine a noi e abitano nei nostri territori, altre più lontane ma non per questo meno interessanti! 

Ciò che conta adesso è prenderne spunto il più possibile, per concretizzare un’offerta significativa, sostenibile e realmente utile ai nostri ambiti territoriali! 

 

 

 


> ECOSISTEMA | informazione glocale 

La prima esperienza fra quelle segnalate è nata e sta crescendo proprio in uno degli ambiti territoriali del progetto, ovvero il Corsichese. 

* Si tratta della rivista on-line Ecosistema, una testata nata all’inizio del 2015, che  affronta con un approggio glocal informazioni e temi che riguardano il territorio di Cesano Boscono e non solo.
Si racconta la realtà locale, ma con un’attenzione alle notizie che arrivano dal globale, ovvero: Italia, Europa e resto del mondo. La rivista raccoglie contributi dal basso e punta a mixare l’apporto di giovani talenti con l’esperienza di giornalisti più navigati. 

Se amate raccontare il vostro territorio o notizie di tecnologia, cultura ed ecologia, questo è il posto giusto per voi…fatevi avanti qui!  

 


> ALMO > MARE CULTURALE URBANO | spazi per l’innovazione culturale

Molte iniziative finalizzate all’innovazione territoriale, puntano sulla valorizzazione della cultura e della creatività come leve per la diffusione di buone pratiche e l’attivazione di processi per il miglioramento del territorio. Fra le risposte ricevute, sono state segnalate due realtà:

* Almo, un centro multidisciplinare in provincia di Modena, che propone iniziative e servizi alle persone. Si pone l’obiettivo di proporre eventi formativi, di animazione territoriale e sviluppo delle capacità individuali attraverso la condivisione di risorse, esperienze e competenze. 

* Mare Culturale Urbano è una nuovà realtà che prenderà il via ufficialmente proprio nel mese di maggio 2016. Un insieme di professionisti di arte e cultura, che ha riqualificato un edificio in periferia di Milano per ospitare creativi dall’Italia e da tutto il mondo, attivando il territorio attraverso una proposta culturale inegrata con progetti di innovazione sociale. Ecco, in breve, come si presentano e come intendono operare (copia-incolla dal loro sito): 

Il modello operativo di mare prevede il coordinamento di residenze artistiche temporanee che dialogano con la progettazione sociale, per generare contenuti e servizi che abbiano un forte impatto sui territori per i quali sono stati pensati. Esperti italiani ed internazionali sono invitati a curare la produzione artistica di teatro, danza, cinema, arti visive, musica e cultura digitale, un dramaturg ha il compito di favorirne l’interazione e la contaminazione.

Per onore di cronaca,  vi segnaliamo che stanno cercando personale per la loro organizzazione , per cui se pensate di essere adatti a farne parte, qui trovate le posizioni aperte.  

 


> COMUNI-CHIAMO | amministrazione locale e cittadinanza  

Sono molte le esperienze in Italia e all’estero in cui le Pubbliche Amministrazioni si aprono alla collaborazione con i cittadini per migliorare i servizi di pubblica utilità e crescere insieme. Per farlo, però, ci vogliono gli strumenti adatti: molti di essi possono essere trovati nell’ambito del web e delle applicazioni mobili. 

* Comuni-Chiamo è un’app che vuole mettere in stretto contatto la cittadinanza con la propria amministrazione comunale, fornendo un canale diretto e collaborativo per segnalare criticità, fare proposte e accedere ai servizi comunali in modo più immediato e intelligente. Questo è quello che percepiscono i cittadini. Dall’altra parte dell’impianto ci sono strumenti e informazioni ottimizzate per facilitare e velocizzare il lavoro delle amministrazioni. 

Ecco un video per capire come funziona.
Per sapere se potete scaricare l’App, ecco la lista dei comuni aderenti in Italia

 

 


> COHUB > TOGETHER | spazi per l’economia collabotativa  

La Sharing Economy, detta anche Economia della Condivisione o Collaborativa, è uno dei grossi temi che imperversa su quotidiani e testate on-line. Dire in poche parole di cosa si tratta è complesso. La letteratura in materia è sempre più diffusa, come lo sono le piattaforme e le iniziative che ne vogliono cavalcare le logiche per fare business, innovare il tessuto sociale, stimolare la crescita economica e molto altro ancora. In sostanza – e in attesa di una definizione più precisa – sotto questo ombrello (ombrellone) ci stanno tutte quelle iniziative che si basano sulla condivisione, mediante piattaforme on-line, di risorse e oggetti da parte degli individui, ottimizzandone l’utilizzo e garantendo un vantaggio economico e sociale per chi vi partecipa. 

E’ un concetto talmente dinamico che qualcuno ha provato a “dare una casa a questa tematica”, per favorirne la diffusione, la conoscenza e l’utilizzo da parte delle persone.  

* A Milano, per esempio, è nato Cohub – La Casa della Collaborazione di Milano. Uno spazio fisico messo a disposizione dal Comune di Milano e gestito da tre soggetti privati iscritti all’elenco degli esperti di Sharing Economy (Collaboriamo, Fidia e Welcome Pack).
Che cosa fa Cohub, in breve? 
Nella convinzione che l’economia collaborativa sia una risorsa di tutti e che possa contribuire a migliorare il benessere di persone, imprese, associazioni e istituzioni, propone: eventi, formazione, consulenza e progetti volti alla diffusione delle logiche collaborative. 
Se volete farvi un’idea delle proposte attualmente “a catalogo”, visitate la sezione dedicata sul loro sito. Per conoscerne le finalità, potete leggere il manifesto ufficiale

* A Roma, invece, da un paio di anni è nato Together uno spazio incentrato sul favorire l’incontro e lo scambio di competenze fra persone, basato sulla cros-ispirazione. 
Ecco come si presentano sul loro sito:

Together è un cross-inspirational place. Una “community house” che offre stimoli culturali agli individui che la vivono. Together è uno spazio abitativo in cui la community locale incontra la community globale dando vita a un network internazionale di individui che operano nei campi dell’arte, innovazione, internet e comunicazione la cui collaborazione genera progetti di impatto sociale ed economico dei quali, prima il paese e successivamente il mondo intero, possono beneficiare.

 


> YATTA > DIRE, FARE, LAVORARE | produzione e lavoro  

Si dice spesso che il mondo del lavoro è cambiato, vuoi per i cambiamenti nel panorama economico, vuoi per l’evoversi delle stesse organizzazioni. Da qualche tempo a questa parte si è cominciato a parlare sempre di più di coworking e fablab, ovvero spazi di produzione condivisi fra singoli lavoratori o piccole imprese. Nei primi, le persone condividono uno spazio d’ufficio, sviluppando legami e relazioni che li aiutano ad allargare i loro orizzonti professionali; per i secondi, il processo è centrato sulla condivisione di strumentazione digitale e non, le persone che li frequentano sono i così detti “makers”. Entrambi sono un chiaro segno di come i metodi di produzione di valore si stiano modificando, focalizzandosi sempre di più attorno alle relazioni e alle persone. 

Un’altra tematica che richiama molta attenzione è quella dell’imprenditorialità giovanile. Sono molti i progetti, bandi e opportunità (una di queste è il nostro progetto) che puntano a fornire ai più giovani i mezzi e il supporto per avviare nuove imprese. Siccome avviare un’impresa non è come bere un bicchier d’acqua, le esperienze più innovative, oltre a fornire un supporto economico alle idee imprenditoriali più brillanti, fanno in modo che i neo-imprenditori possano usufruire di servizi di accompagnamento e formazione per l’avvio delle loro attività. Ci sono molti modi per farlo…quindi sappiate che torneremo ancora su questo argomento. 

* Yatta è un makerspace in centro a Milano, aperto a chi vuole conoscere le tecnologie digitali per l’artigianato, partendo da un progetto fino alla prototipazione del prodotto. Offre uno spazio di lavoro condivisio con strumenti sia tradizionali che digitali, come stampanti 3D, plotter da taglio ecc. 

Se avete altri 5 minuti di tempo, vi consigliamo di dare un’occhiata a questo video, che spiega cos’è Yatta, come è nato e che tipo di sinergia è stata messa in campo con gli attori istituzionali. Anche Yatta, infatti, è nato all’interno di uno spazio messo a disposizione da un’amministrazione pubblica, in questo caso, il Comune di Milano. 

 * Dire, Fare, Lavorare somiglia molto a Il Futuro Ha Posti Liberi, nasce infatti come azione rivolta ai giovani dai 18 ai 35 anni del Piano di Zona dell’alto Pavese. L’idea è quella di sostenere i giovani nella creazione di imprese e nello sviluppo di competenze, per fare questo sono previsti tre step: formazione, tutorin e supporto. I giovani che aderiscono al percorso possono utilizzare spazi di lavoro condiviso, consulenze da parte di specialisti e accedere – mediante una call –  ad un percorso di incubazione (vengono scelte 10 idee). Insomma, molto simile e molto vicino a noi…è bello sapere che non siamo soli! 😉 

La carrellata, per ora, è finita. Avevamo chiesto a chi ha aderito ai percorsi di co-progettazione di indicarci esperienze e progetti che fossero socialmente innovativi  e la risposta è stata decisamente “sul pezzo”!
Ora sta a noi inventarci qualcosa di nuovo e utile per il territorio, tenendo gli occhi aperti su quello che accade attorno! 

 

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